QUADRO NORMATIVO E PRESTAZIONALE
DEL SETTORE SERRAMENTI E FACCIATE CONTINUE
Documento tecnico-professionale per progettisti, serramentisti,
facciatisti, direttori lavori, collaudatori e addetti qualità
Ambito | Finestre, portefinestre, porte pedonali esterne, facciate continue, componenti vetrati e prestazioni correlate. |
Aggiornamento | Stato dell’arte regolatorio e normativo verificato ad aprile 2026; per la progettazione esecutiva occorre sempre controllare l’edizione vigente delle norme richiamate e i requisiti nazionali/locali applicabili. |
Obiettivo | Offrire un quadro completo di norme, prestazioni, classi e implicazioni giuridiche della marcatura CE, con focus su acustica, aria-acqua-vento, termica, antieffrazione, fuoco, urti accidentali e prove per eventi ciclonici/uragani. |
Uso consigliato | Base per capitolati, specifiche tecniche, check-list di conformità, due diligence di prodotto e confronto tecnico-commerciale. |
Redatto in lingua italiana – impostazione professionale per uso tecnico e documentale
Indice ragionato
- Inquadramento regolatorio europeo e italiano
- Norme di prodotto e norme di prova: cosa coprono
- Marcatura CE, DoP e responsabilità giuridiche
- Prestazioni aria-acqua-vento
- Prestazioni termiche e requisiti energetici
- Prestazioni acustiche
- Sicurezza in uso, urti accidentali e vetrazioni di sicurezza
- Sicurezza antieffrazione
- Reazione al fuoco, resistenza al fuoco e chiusure d’ambito
- Prove per eventi estremi: uragani e detriti da vento
- Check-list progettuale e capitolare
- Tabelle sinottiche delle classi
- Riferimenti normativi e documentali principali
1. Inquadramento regolatorio europeo e italiano
Il settore dei serramenti e delle facciate continue in Europa è regolato, per l’immissione sul mercato, dal Regolamento (UE) n. 305/2011 sui prodotti da costruzione (CPR). La logica del sistema non è quella di “omologare” genericamente il prodotto, ma di dichiararne in modo verificabile le prestazioni essenziali per l’uso previsto.
Per le finestre e le porte pedonali esterne senza caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo la norma di prodotto di riferimento è EN 14351-1. Per le facciate continue la norma di prodotto armonizzata di riferimento è EN 13830. Per i prodotti con requisiti di resistenza al fuoco e/o controllo del fumo entra in gioco EN 16034, da usare congiuntamente con la pertinente norma di prodotto.
In Italia il quadro europeo si intreccia con i requisiti nazionali su energia, sicurezza antincendio, acustica, strutture e responsabilità del costruttore/installatore. In pratica un prodotto può essere correttamente marcato CE ma risultare comunque non idoneo per uno specifico progetto se non soddisfa i requisiti minimi prestazionali richiesti dal sito, dall’uso dell’edificio, dal capitolato o dalla normativa nazionale.
Per i professionisti la distinzione fondamentale è questa: la marcatura CE consente la commercializzazione legale del prodotto armonizzato e rende confrontabili le prestazioni; il progetto e la direzione lavori devono poi selezionare prestazioni adeguate all’opera reale.
1.1 Fonti regolatorie principali
Fonte | Oggetto | Impatto operativo | Osservazioni |
Reg. (UE) 305/2011 – CPR | Regole per immissione sul mercato dei prodotti da costruzione | Base legale della marcatura CE, DoP e AVCP | La CE riguarda le prestazioni dichiarate rispetto alla norma armonizzata |
EN 14351-1 | Finestre e porte pedonali esterne | Norma di prodotto armonizzata per serramenti esterni | Esclude le sole caratteristiche fuoco/fumo, trattate con EN 16034 |
EN 13830 | Facciate continue | Norma di prodotto armonizzata per curtain walling | Richiama prove/classificazioni specifiche per permeabilità, acqua, vento, urti, termica, acustica ecc. |
EN 16034 | Fuoco/fumo per porte, finestre apribili e chiusure | Marcatura CE dei prodotti con prestazioni fuoco/fumo | Si applica insieme alla norma di prodotto pertinente |
D.Lgs. 192/2005 e DM 26/06/2015 | Prestazioni energetiche in Italia | Definiscono limiti e verifiche energetiche | Per serramenti e chiusure trasparenti conta la U del componente e la verifica complessiva dell’edificio |
Codice di prevenzione incendi e DM 30/03/2022 | Sicurezza antincendio delle chiusure d’ambito | Impatto diretto su facciate, nodi e propagazione d’incendio | Molto rilevante per edifici civili soggetti alle norme di prevenzione incendi |
1.2 Distinzione tra famiglie di prodotto
- Serramenti esterni: finestre, portefinestre, porte pedonali esterne, finestre da tetto, schermi associati quando rientrano nello scopo della norma di prodotto.
- Facciate continue: sistemi di involucro leggero, continui, non portanti rispetto ai carichi verticali dell’edificio, normalmente realizzati con montanti e traversi, unitised, semi-unitised o varianti equivalenti.
- Prodotti fuoco/fumo: porte, finestre apribili o chiusure con prestazioni di compartimentazione o controllo del fumo, disciplinati da EN 16034 in combinazione con la norma di prodotto.
2. Norme di prodotto e norme di prova: cosa coprono
Nel settore è essenziale distinguere tra norme di prodotto, che definiscono le caratteristiche da dichiarare e il quadro CE, e norme di prova/classificazione, che descrivono come misurare e classificare tali prestazioni. Le prestazioni dichiarate in DoP discendono infatti da prove iniziali di tipo, calcoli, cascata documentale o altre evidenze ammesse dal sistema AVCP applicabile.
2.1 Serramenti: nucleo normativo di riferimento
Norma | Tema | Tipologia | Uso pratico |
EN 14351-1 | Norma di prodotto armonizzata | Finestre e porte pedonali esterne | Definisce caratteristiche prestazionali da dichiarare e regole CE |
EN 1026 / EN 12207 | Permeabilità all’aria | Serramenti | Metodo di prova e classificazione in classi 0-4 |
EN 1027 / EN 12208 | Tenuta all’acqua | Serramenti | Metodo di prova e classificazione 1A-9A, Exxx e metodi A/B |
EN 12211 / EN 12210 | Resistenza al carico del vento | Serramenti | Metodo e classificazione combinata di pressione e deformazione |
EN ISO 10077-1 / -2 | Trasmittanza termica | Serramenti | Calcolo di Uw/Ud/Uf e ponti lineari del telaio |
EN ISO 12567-1 / -2 | Misura sperimentale della trasmittanza | Finestre/porte | Prove in camera calda per validazione o classificazione |
EN ISO 10140 + EN ISO 717-1 | Acustica | Serramenti | Misura di isolamento in laboratorio e indice unico Rw |
EN 12600 | Sicurezza delle vetrazioni | Vetri in edilizia | Classificazione pendolare per rottura sicura |
EN 13049 | Urto di corpo molle e pesante | Finestre/porte | Valuta sicurezza in uso e integrità dell’insieme |
EN 1627-1630 | Antieffrazione | Finestre/porte/facciate | Classi RC e metodi statici, dinamici e manuali |
EN 356 | Vetrate resistenti all’attacco manuale | Vetri di sicurezza | Classi P1A-P8B da coordinare col livello RC |
2.2 Facciate continue: nucleo normativo di riferimento
Norma | Tema | Stato/ambito | Uso pratico |
EN 13830 | Norma di prodotto armonizzata | Facciate continue | Quadro generale delle caratteristiche da dichiarare |
EN 12153 / EN 12152 | Permeabilità all’aria – metodo/classificazione | Facciate continue | Classificazione per componenti fissi/apribili; versione 2023 aggiornata |
EN 12155 / EN 12154 | Tenuta all’acqua – metodo/classificazione | Facciate continue | Classi R e RE per acqua sotto pressione statica |
EN 12179 / EN 13116 | Vento – metodo/requisiti prestazionali | Facciate continue | Prestazioni strutturali sotto carico di vento; EN 13116 aggiornata nel 2024 |
EN ISO 12631 | Prestazione termica | Facciate continue | Calcolo della trasmittanza termica della facciata |
EN 14019 | Resistenza all’urto | Facciate continue | Classi di impatto per sicurezza in uso dell’involucro |
EN ISO 10140 + EN ISO 717-1 | Acustica | Facciate continue | Valori Rw dell’insieme facciata |
EN 13823 / EN ISO 11925-2 / EN 13501-1 | Reazione al fuoco | Materiali e componenti | Classificazione A1-F con indici fumo/gocce |
EN 1364-3 / EN 1364-4 + EN 13501-2 | Resistenza al fuoco | Facciate continue | Classificazione E, EW, EI e validità del sistema provato |
2.3 Nota importante sulle edizioni normative
Nel linguaggio commerciale si incontrano spesso riferimenti a classificazioni ricavate da edizioni precedenti di norme di prova. In linea professionale occorre verificare sempre: edizione della norma usata per il test, campo di applicazione diretta/estesa del rapporto, corrispondenza del campione con il prodotto venduto, regole di cascading e validità delle prestazioni rispetto alla configurazione reale.
3. Marcatura CE, DoP e responsabilità giuridiche
La marcatura CE, nel campo dei prodotti da costruzione, non equivale a un marchio di qualità volontario e non certifica automaticamente che il prodotto sia ‘il migliore’. Significa invece che il fabbricante ha redatto una Dichiarazione di Prestazione (DoP), ha applicato il sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (AVCP) previsto per la specifica famiglia di prodotto e si assume la responsabilità della conformità del prodotto alle prestazioni dichiarate.
3.1 Cosa deve rispettare il fabbricante
- Individuare correttamente la norma armonizzata applicabile e l’uso previsto del prodotto.
- Eseguire o ottenere le prove/calcologiustificativi richiesti per le caratteristiche essenziali pertinenti.
- Implementare e mantenere il controllo di produzione in fabbrica (FPC) con registrazioni, controlli e rintracciabilità.
- Redigere la DoP con identificazione univoca del prodotto, uso previsto, caratteristiche essenziali e prestazioni dichiarate o NPD dove consentito.
- Apporre la marcatura CE in modo coerente con la DoP e conservare la documentazione tecnica e la tracciabilità.
3.2 Sistema AVCP: lettura pratica
Per serramenti esterni e molte prestazioni di facciata continua il sistema tipico è di livello ‘3’ per le prove iniziali: il laboratorio notificato esegue la prova, ma la responsabilità finale della DoP resta in capo al fabbricante. Per prodotti/usi legati a fuoco e fumo si passa a sistemi più gravosi (tipicamente sistema 1), con coinvolgimento dell’organismo notificato anche sul mantenimento della costanza della prestazione.
Scenario | AVCP tipico | Conseguenza operativa |
Finestre e porte esterne senza fuoco/fumo | Sistema 3 | Prove iniziali tramite laboratorio notificato; FPC e DoP a carico del fabbricante |
Prodotti con requisiti di compartimentazione/controllo fumo | Sistema 1 | Intervento di organismo notificato e certificazione della costanza di prestazione |
Facciate continue soggette a specifici requisiti di reazione al fuoco | Può richiedere livelli AVCP superiori per le caratteristiche pertinenti | Va verificata la combinazione precisa di norma, uso previsto e caratteristica dichiarata |
3.3 Cosa comporta giuridicamente la marcatura CE
I risvolti giuridici sono rilevanti sotto più profili.
- Profilo civilistico e contrattuale: se il prodotto fornito non corrisponde alle prestazioni dichiarate o alle prestazioni contrattualmente richieste, possono emergere difformità, inadempimento, risoluzione, riduzione del prezzo, danni diretti e indiretti.
- Profilo di responsabilità professionale: progettista, DL, collaudatore, serramentista e facciatista devono selezionare e porre in opera prodotti idonei. La sola presenza del marchio CE non esonera dal controllo di idoneità all’opera.
- Sorveglianza di mercato: autorità competenti possono richiedere DoP, rapporti di prova, FPC, rintracciabilità e possono adottare misure di ritiro, richiamo o limitazione dell’immissione sul mercato.
- Profilo penale/amministrativo: dichiarazioni false, marcatura CE impropria o documentazione tecnica artefatta possono generare responsabilità amministrative e, nei casi gravi, anche penali.
- Profilo assicurativo e di contenzioso: in caso di infiltrazioni, rotture, mancato raggiungimento dei requisiti acustici, energetici o di sicurezza, la catena documentale CE e di posa diventa prova centrale nel contenzioso.
3.4 Limiti della marcatura CE
La CE non sostituisce il progetto. Non definisce da sola quali prestazioni siano sufficienti per una zona climatica, un’esposizione al vento, una classe d’uso o una destinazione d’edificio. La CE non sostituisce neppure la posa in opera corretta: il sistema provato in laboratorio può perdere prestazione per errori di nodo primario, controtelaio, staffaggio, sigillature, drenaggi, pressurizzazione, barriere al vapore o compartimentazioni.
4. Prestazioni aria-acqua-vento
Le prestazioni aria-acqua-vento costituiscono il cuore tecnico del comportamento dell’involucro leggero. Devono essere lette in modo integrato: una prestazione eccellente all’aria riduce infiltrazioni e dispersioni, una prestazione elevata all’acqua limita i rischi di danno e contenzioso, una corretta resistenza al vento assicura integrità, comfort e sicurezza.
4.1 Permeabilità all’aria dei serramenti – EN 1026 / EN 12207
La prova misura l’aria che attraversa il serramento chiuso sotto differenze di pressione crescenti. La classificazione si esprime in classi crescenti fino alla classe 4, che rappresenta la migliore prestazione standard.
Classe | Pressione di riferimento | Lettura pratica | Uso tipico |
0 / NPD | Non determinata | Prestazione non dichiarata | Da evitare nei capitolati prestazionali |
1 | 50 Pa | Tenuta modesta | Applicazioni poco esposte o prodotti economici |
2 | 100 Pa | Tenuta discreta | Applicazioni ordinarie a bassa/media esposizione |
3 | 300 Pa | Buona tenuta | Residenziale e terziario standard |
4 | 600 Pa | Prestazione elevata | Obiettivo consigliabile per serramenti di qualità e siti esposti |
Cosa rispettare: campione rappresentativo, ferramenta e guarnizioni coerenti con la produzione seriale, tolleranze di assemblaggio controllate, continuità del giunto apribile e mantenimento delle prestazioni anche dopo le prove vento correlate.
4.2 Tenuta all’acqua dei serramenti – EN 1027 / EN 12208
La prova simula pioggia battente con pressione crescente. Le classi più diffuse sono quelle di metodo A (esposizione non protetta). Il superamento della prova indica la capacità del serramento di evitare passaggi d’acqua non ammissibili fino alla pressione prevista.
Classe | Pressione max (Pa) | Significato | Commento tecnico |
1A | 0 | Nessun requisito di pressione | Valore minimo |
2A | 50 | Prestazione bassa | Solo per esposizioni favorevoli |
3A | 100 | Prestazione base | Insufficiente per molti edifici esposti |
4A | 150 | Prestazione media | Soglia minima prudente in molti casi |
5A | 200 | Prestazione buona | Adatta a esposizioni normali |
6A | 250 | Prestazione medio-alta | Consigliata per facciate esposte |
7A | 300 | Prestazione alta | Appropriata per siti ventosi |
8A | 450 | Prestazione molto alta | Usi specialistici o edifici di pregio |
9A | 600 | Prestazione molto elevata | Alta esposizione o requisiti stringenti |
Exxx | >600 | Prestazione eccezionale | Da dichiarare con pressione specifica |
4.3 Resistenza al carico del vento dei serramenti – EN 12211 / EN 12210
La classificazione combina due informazioni: la classe di pressione e la classe di deformazione frontale relativa. La classificazione finale appare ad esempio come C3, B4 o C5.
Classe di pressione | P1 (Pa) | P3 sicurezza (Pa) | Lettura pratica | ||
1 | 400 | 600 | Prestazione bassa | ||
2 | 800 | 1200 | Prestazione ordinaria | ||
3 | 1200 | 1800 | Buona prestazione | ||
4 | 1600 | 2400 | Prestazione elevata | ||
5 | 2000 | 3000 | Prestazione molto elevata | ||
Exxx | >2000 | >3000 | Prestazione eccezionale dichiarata con valore specifico | ||
Classe deformazione | Limite relativo | Interpretazione | |||
A | ≤ 1/150 | Maggiore deformazione ammessa | |||
B | ≤ 1/200 | Prestazione intermedia | |||
C | ≤ 1/300 | Migliore controllo deformativo | |||
Cosa rispettare: la classe di vento va definita in funzione della pressione di progetto, dell’altezza edificio, della topografia, delle zone di bordo e dei vincoli del vetro. Una classe elevata di vento senza un nodo di fissaggio idoneo o senza verifica del vetro è tecnicamente insufficiente.
4.4 Facciate continue: aria, acqua e vento
Per le facciate continue il controllo prestazionale è ancora più sensibile al sistema costruttivo, ai giunti, ai drenaggi e alla logica di pressurizzazione delle camere. Le norme di riferimento correnti sono EN 12152/12153 per l’aria, EN 12154/12155 per l’acqua e EN 13116/12179 per il vento.
Prestazione | Norme | Classi/valori ricorrenti | Nota professionale |
Aria | EN 12153 + EN 12152 | A1=150 Pa, A2=300 Pa, A3=450 Pa, A4=600 Pa, AE oltre 600 Pa | Per edifici performanti oggi si tende a specificare livelli alti o valori dichiarati puntuali |
Acqua | EN 12155 + EN 12154 | R4=150 Pa, R5=300 Pa, R6=450 Pa, R7=600 Pa, RE oltre 600 Pa | La tenuta dipende molto da drenaggi, equalizzazione e qualità dei dettagli |
Vento | EN 12179 + EN 13116 | Valore dichiarato di resistenza / freccia / sicurezza | La specifica di progetto deve richiamare pressioni di esercizio e di sicurezza |
Per le facciate continue è consigliabile pretendere non solo il rapporto di prova del sistema, ma anche una verifica di corrispondenza del modulo realmente installato: interassi, sezioni, vetri, guarnizioni, staffe, schema di ancoraggio, tolleranze di montaggio e gestione dei movimenti differenziali.
5. Prestazioni termiche e requisiti energetici
La prestazione termica del serramento o della facciata continua non si esaurisce nel solo valore di trasmittanza. Nel progetto reale contano anche: fattore solare g, trasmissione luminosa, ponti termici del nodo di posa, permeabilità all’aria, rischio di condensa superficiale/interstiziale, comfort radiante e sfasamento del comportamento estivo.
5.1 Serramenti: norme di riferimento
- EN ISO 10077-1: metodo generale per il calcolo della trasmittanza di finestre e porte pedonali.
- EN ISO 10077-2: calcolo dettagliato della trasmittanza del telaio, inclusi effetti lineari e ponti termici del profilo.
- EN ISO 12567-1 / -2: prova sperimentale in camera calda per finestre e porte.
Nella pratica commerciale si parla di Uw per finestre e porte finestre, Ud per porte, Ug per vetro, Uf per telaio e psi dei bordi/sottotelai. Un prodotto con ottimo Ug ma telaio debole o nodo di posa scorretto può non raggiungere il risultato energetico atteso.
5.2 Facciate continue: norma di riferimento
Per le facciate continue il riferimento principale è EN ISO 12631, che permette il calcolo della trasmittanza termica della facciata considerando telai, tamponamenti trasparenti/opachi e ponti termici tipici del sistema. Nelle facciate continue la termica va sempre letta insieme a condensazioni, tenuta all’aria e controllo solare.
5.3 Requisiti italiani di prestazione energetica
In Italia i requisiti minimi energetici discendono dal D.Lgs. 192/2005 e dai decreti attuativi del 26 giugno 2015. Per riqualificazioni e sostituzioni di finestre comprensive di infissi i limiti di U massima variano per zona climatica. Tali limiti incidono sulla scelta del prodotto ma non sostituiscono la verifica energetica complessiva dell’edificio.
Zona climatica | U max finestre comprensive di infissi – valori incentivazione/riqualificazione (W/m²K) | Lettura pratica |
A-B | 2,60 | Valore relativamente permissivo |
C | 1,75 | Richiede prodotti già ben isolati |
D | 1,67 | Livello medio-alto |
E | 1,30 | Richiede serramenti molto performanti |
F | 1,00 | Livello molto severo; attenzione a telai e posa |
5.4 Cosa rispettare in pratica
- Dichiarare correttamente il valore Uw/Ud o Ucw della configurazione realmente fornita, non di una configurazione ‘migliore’ diversa dal campione venduto.
- Verificare nodo di posa, controtelaio, nastri/giunti, eventuale cassonetto, soglia e ponti termici locali.
- Coordinare il valore U con il fattore solare g, soprattutto su facciate molto vetrate o esposte a sud/ovest.
- Valutare rischio di condensa e temperatura superficiale interna nei nodi più freddi.
6. Prestazioni acustiche
L’isolamento acustico dei serramenti e delle facciate continue si valuta normalmente in termini di abbattimento del rumore aereo. I riferimenti di prova e classificazione sono EN ISO 10140 e EN ISO 717-1. Il parametro più noto è Rw, eventualmente accompagnato dai correttivi spettrali C e Ctr.
6.1 Parametri da conoscere
Parametro | Significato | Uso professionale |
Rw | Indice unico di potere fonoisolante apparente in laboratorio | Confronto base tra prodotti |
C | Correttivo per spettri con prevalenza medio-alta | Rilevante in particolari sorgenti |
Ctr | Correttivo per traffico urbano e basse frequenze | Molto importante per facciate su strade/ferrovie |
Cosa rispettare: il valore acustico deve riferirsi all’insieme serramento/facciata realmente configurato. La sola vetrata non basta a qualificare l’infisso. Inoltre la prestazione in opera dipende molto da posa, cassonetti, giunti perimetrali, prese aria, avvolgibili, soglie e raccordi col supporto.
6.2 Lettura pratica dei livelli acustici
Prestazione indicativa | Valore Rw indicativo | Impiego orientativo |
Base | 30-34 dB | Contesti poco rumorosi |
Media | 35-39 dB | Residenziale standard |
Alta | 40-44 dB | Traffico urbano significativo |
Molto alta | 45 dB e oltre | Situazioni severe o edifici sensibili |
Questa tabella ha valore orientativo: i requisiti acustici reali dipendono dalla normativa nazionale applicabile all’edificio, dal clima acustico del sito e dal comportamento dell’intera facciata, non del solo serramento.
7. Sicurezza in uso, urti accidentali e vetrazioni di sicurezza
Nel settore serramenti e facciate continue la sicurezza in uso riguarda sia il rischio di lesione per rottura del vetro sia l’integrità del componente in caso di urto accidentale da parte di persone, attrezzature di manutenzione o impatti da uso ordinario.
7.1 Vetrazioni di sicurezza – EN 12600
EN 12600 classifica le lastre piane per edilizia mediante prova pendolare. La sigla riporta: altezza di impatto (1, 2, 3), modalità di rottura (A, B, C) e classificazione finale. In uso professionale le classi più ricorrenti sono 1(B)1, 2(B)2 e 3(B)3.
Classe | Prestazione all’impatto | Comportamento tipico | Lettura pratica |
1(B)1 | Impatto più severo della serie | Tipica del vetro stratificato di sicurezza | Prestazione più alta tra le classi comuni per rottura sicura |
2(B)2 | Impatto intermedio | Stratificati/soluzioni equivalenti | Prestazione buona |
3(B)3 | Impatto meno severo della serie | Applicazioni con minore criticità | Prestazione minima tra le classi B |
1(C)1 | Impatto severo | Tipica del vetro temprato con frammentazione sicura | Attenzione alla ritenzione post-rottura, diversa dallo stratificato |
Cosa rispettare: scelta della lastra adeguata alla posizione, all’altezza dal piano di calpestio, al rischio di caduta nel vuoto, alla presenza di bambini o pubblico, alla necessità di ritenzione post-rottura e alla compatibilità con requisiti antieffrazione o antincendio.
7.2 Urto di corpo molle e pesante su serramenti – EN 13049
La norma verifica l’effetto di un impatto accidentale sul componente completo. È rilevante per finestre, portefinestre e configurazioni esposte a urti da uso normale. La prova non riguarda solo il vetro ma l’insieme telaio-anta-fissaggi-riempimento.
7.3 Urto su facciate continue – EN 14019
Per le facciate continue EN 14019 definisce i requisiti prestazionali in caso di impatto da corpo molle, con classi spesso indicate da I0-I5 per il lato interno ed E0-E5 per il lato esterno; livelli crescenti corrispondono a energie/altezza d’urto maggiori. Nella prassi molti produttori dichiarano I5/E5 per sistemi destinati a usi intensi o aree pubbliche.
Classe facciata | Valore indicativo d’impatto | Uso orientativo |
I1 / E1 | circa 200 mm | Aree a bassa probabilità d’urto |
I2 / E2 | circa 300 mm | Uso ordinario |
I3 / E3 | circa 450 mm | Uso medio-intenso |
I4 / E4 | circa 700 mm | Aree pubbliche / elevate sollecitazioni |
I5 / E5 | circa 950 mm | Prestazione alta per ambienti ad alto rischio d’urto |
In capitolato conviene specificare separatamente il livello richiesto lato interno ed esterno, in funzione dell’accessibilità del pubblico, della quota, dell’uso dell’area e della necessità di evitare cadute di frammenti o perdita di tamponamenti.
8. Sicurezza antieffrazione
La sicurezza antieffrazione si valuta sul sistema completo: telaio, anta, vetro, fermavetro, ferramenta, punti di chiusura, fissaggi, pannelli opachi, nodo con la muratura e posa. La famiglia normativa di riferimento è EN 1627-1630.
8.1 Classi RC (Resistance Class)
Classe | Profilo attacco | Resistenza manuale indicativa | Uso orientativo |
RC1N | Attacchi opportunistici senza requisiti specifici di vetro antieffrazione | Protezione limitata | Livello minimo; raramente consigliabile da solo |
RC2N | Attacco con utensili semplici, ma senza vetro antieffrazione definito | Circa 3 min di resistenza manuale | Livello intermedio ma meno robusto sul tema vetro |
RC2 | Utensili semplici (cacciavite, pinze, cunei) | Circa 3 min | Soglia minima ragionevole per residenziale esposto |
RC3 | Utensili aggiuntivi e leve semplici | Circa 5 min | Livello consigliabile per rischio medio |
RC4 | Attacco esperto con utensili più pesanti | Circa 10 min | Banche, data room, siti sensibili |
RC5-RC6 | Utensili elettrici più aggressivi | Livelli molto elevati | Usi speciali / alta sicurezza |
8.2 Coordinamento con il vetro – EN 356
Classe vetro | Tipo di prova | Nota tecnica |
P1A-P5A | Impatto con sfera d’acciaio | Classi di resistenza crescente; non equivalgono da sole a una classe RC del serramento |
P6B-P8B | Attacco manuale con ascia/martello | Livelli più severi; tipici di esigenze di sicurezza elevate |
Regola pratica: non basta dichiarare ‘vetro antieffrazione’ o ‘ferramenta di sicurezza’. La classe RC vale soltanto per il sistema provato, con quella configurazione costruttiva e con la posa prevista. Un serramento RC2 montato male o con fissaggi non conformi perde la prestazione reale.
9. Reazione al fuoco, resistenza al fuoco e chiusure d’ambito
Il tema ‘fuoco’ va scomposto in almeno quattro ambiti distinti: reazione al fuoco dei materiali, resistenza al fuoco dei componenti, tenuta al fumo e comportamento della facciata/chiusura d’ambito rispetto alla propagazione dell’incendio.
9.1 Reazione al fuoco – EN 13501-1
La reazione al fuoco classifica il contributo del materiale allo sviluppo dell’incendio. Le classi principali sono A1, A2, B, C, D, E, F; per molti prodotti si aggiungono gli indici fumo s1/s2/s3 e gocce o particelle ardenti d0/d1/d2.
Classe | Significato sintetico | Uso tecnico |
A1 / A2 | Contributo nullo o molto limitato all’incendio | Materiali non o quasi non combustibili |
B / C | Contributo limitato o moderato | Da valutare con attenzione in facciata |
D / E | Contributo significativo o elevato | Generalmente critico in applicazioni sensibili |
F | Prestazione non determinata o non classificata | Inammissibile dove serve classificazione |
s1-s3 | Produzione di fumo crescente | s1 è migliore |
d0-d2 | Gocce/particelle ardenti | d0 è migliore |
9.2 Resistenza al fuoco – EN 13501-2
La resistenza al fuoco misura la capacità di un elemento di mantenere le proprie funzioni per un tempo determinato durante un incendio. Le sigle più ricorrenti sono E, EW, EI, eventualmente con il tempo in minuti.
Sigla | Significato | Esempio | Osservazione |
E | Tenuta ai fumi e alle fiamme | E 30 / E 60 | Impedisce il passaggio di fiamme/gas caldi |
EW | Tenuta + limitazione dell’irraggiamento | EW 30 / EW 60 | Intermedio tra E ed EI |
EI | Tenuta + isolamento termico | EI 30 / EI 60 / EI 120 | Classe più severa e prestazionale |
9.3 Porte, finestre apribili e prodotti fuoco/fumo – EN 16034
Per porte, finestre apribili e chiusure con prestazioni fuoco/fumo la marcatura CE si fonda su EN 16034 in combinazione con la pertinente norma di prodotto. In questo ambito l’intervento dell’organismo notificato è più incisivo rispetto ai normali serramenti esterni senza fuoco/fumo.
Da non confondere: una porta resistente al fuoco non è automaticamente una porta a tenuta di fumo. La tenuta al fumo richiede specifiche prove e classificazioni dedicate.
9.4 Facciate continue e normativa antincendio italiana
Per le facciate continue e, più in generale, per le chiusure d’ambito degli edifici civili soggetti alla prevenzione incendi, in Italia è centrale il DM 30 marzo 2022. Il decreto introduce norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito e richiama anche la valutazione sperimentale dei sistemi per facciata.
In termini sostanziali, il progettista antincendio e il progettista di facciata devono verificare: limitazione della propagazione verticale e laterale dell’incendio, comportamento dei giunti tra solaio e facciata, compartimentazione, tenuta dei nodi, reazione al fuoco dei componenti, eventuale resistenza al fuoco della facciata o di sue porzioni e gestione della caduta di parti.
Cosa rispettare: non basta il rapporto di prova del singolo vetro o pannello. Serve la qualificazione del sistema e dei dettagli di bordo, dei giunti, dei fissaggi, dei traversi di solaio, degli elementi spandrel e delle sigillature resistenti al fuoco.
10. Prove per eventi estremi: uragani, detriti da vento e pressioni cicliche
Nel quadro normativo europeo ordinario i test ‘hurricane impact’ non sono usualmente richiesti, ma diventano essenziali per opere in aree cicloniche, caraibiche, del Golfo del Messico, Florida, zone costiere tropicali o capitolati internazionali. In questi casi si esce dal solo perimetro EN e si usano standard statunitensi o protocolli locali.
Norma/protocollo | Tema | Prodotti coinvolti | Quando richiederla |
ASTM E1886 | Metodo di prova con impatto di missile e cicli di pressione | Finestre, curtain wall, porte, sistemi di protezione | Progetti in zone hurricane-prone |
ASTM E1996 | Specifica dei livelli di prestazione e dei missili di prova | Come sopra | Da associare a E1886 |
Miami-Dade TAS 201/202/203 | Impatto da detriti, pressione statica e ciclica | Serramenti e facciate in giurisdizioni severe | Capitolati USA/Florida/Miami-Dade |
AAMA 506 e protocolli correlati | Valutazioni aggiuntive per uragani e sistemi vetrati | Serramenti e facciate | Progetti con richieste prestazionali nordamericane |
Queste prove verificano la capacità dell’insieme di sopportare l’impatto di detriti trasportati dal vento e i successivi cicli di pressione positiva/negativa. Sono molto più severe delle ordinarie prove EN su aria-acqua-vento e richiedono tipicamente vetri stratificati speciali, ancoraggi rinforzati, fermavetri dedicati e dettagli di posa certificati.
11. Check-list progettuale e capitolare
- Identificare correttamente la famiglia di prodotto: serramento esterno, facciata continua, prodotto fuoco/fumo, chiusura d’ambito.
- Definire le prestazioni minime richieste per aria, acqua, vento, termica, acustica, sicurezza in uso, antieffrazione, fuoco.
- Richiedere DoP, marcatura CE, rapporti di prova, campo di applicazione, eventuale EXAP e corrispondenza con il sistema fornito.
- Controllare che il campione provato coincida con geometria, sezioni, ferramenta, vetro, guarnizioni e accessori della fornitura reale.
- Verificare il nodo di posa e le interfacce con struttura, cappotto, impermeabilizzazioni, barriere al vapore e compartimentazioni antincendio.
- Per facciate continue, richiedere calcolo strutturale dedicato su vento, deformazioni, frecce, movimenti differenziali, carichi di manutenzione e vetro.
- Per requisiti acustici e termici, non fermarsi al prodotto: verificare il comportamento della facciata completa e della posa.
- Nei contratti, riportare sempre le prestazioni richieste in forma misurabile e la documentazione da consegnare a fine lavori.
12. Tabelle sinottiche delle classi e dei livelli prestazionali
Le tabelle seguenti sintetizzano le classi maggiormente utilizzate. Non sostituiscono la lettura integrale della norma, ma sono utili per capitolati, offerte e verifiche preliminari.
Tema | Norma | Classi / valori | Migliore classe standard | Nota |
Aria serramenti | EN 12207 | 0-4 | 4 | Classe crescente con la tenuta |
Acqua serramenti | EN 12208 | 1A-9A, Exxx | 9A / Exxx | Metodo A non protetto; B protetto |
Vento serramenti | EN 12210 | 1-5 + A/B/C + Exxx | 5 e C | Si legge come combinazione, es. C5 |
Aria facciate | EN 12152 | A1-A4, AE | A4 / AE | Da verificare con edizione vigente |
Acqua facciate | EN 12154 | R4-R7, RE | R7 / RE | Prestazione spesso dichiarata col valore in Pa |
Termica serramenti | EN ISO 10077 | Valore U | Più basso = meglio | Non esiste ‘classe’ europea univoca |
Acustica | EN ISO 10140 + 717-1 | Valore Rw | Più alto = meglio | Attenzione a C e Ctr |
Urto vetro | EN 12600 | 1(B)1, 2(B)2, 3(B)3… | 1(B)1 | Dipende dalla modalità di rottura |
Antieffrazione | EN 1627 | RC1N-RC6 | RC6 | La classe vale per il sistema completo |
Reazione al fuoco | EN 13501-1 | A1-F + s/d | A1 | Per molti componenti è tema decisivo |
Resistenza al fuoco | EN 13501-2 | E, EW, EI + minuti | Dipende dal requisito | Non esiste ‘migliore’ assoluto senza scenario |
13. Conclusioni operative
Per un professionista del settore il punto chiave non è soltanto conoscere la norma, ma saperla tradurre in specifica di progetto, capitolato, verifica documentale e controllo di cantiere. Serramenti e facciate continue sono prodotti-sistema: le prestazioni dichiarate dipendono dalla configurazione, dalla posa e dalla coerenza tra prova, produzione e installazione.
Le richieste minime oggi normalmente prudenziali per opere di buon livello sono: alta tenuta all’aria, tenuta all’acqua coerente con l’esposizione reale, resistenza al vento derivata da calcolo, trasmittanza conforme ai limiti energetici applicabili, vetrazioni di sicurezza adeguate al rischio, antieffrazione proporzionata all’uso e gestione antincendio dei nodi di facciata secondo normativa nazionale. Nei progetti complessi o internazionali si aggiungono spesso test speciali su urti, sismica, uragani, pressioni cicliche, mock-up di facciata e prove in opera.
14. Riferimenti normativi e documentali principali
- Regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio – Construction Products Regulation (CPR).
- Commissione europea / NANDO – notifiche e sistemi AVCP per EN 14351-1, EN 13830 ed EN 16034.
- EN 14351-1: norma di prodotto per finestre e porte pedonali esterne.
- EN 13830: norma di prodotto per facciate continue.
- EN 16034: norma di prodotto per caratteristiche di resistenza al fuoco e/o controllo del fumo di porte, finestre apribili e chiusure pertinenti.
- EN 1026, EN 12207, EN 1027, EN 12208, EN 12211, EN 12210 – aria, acqua e vento dei serramenti.
- EN 12153, EN 12152, EN 12155, EN 12154, EN 12179, EN 13116 – aria, acqua e vento delle facciate continue.
- EN ISO 10077-1/-2, EN ISO 12567-1/-2, EN ISO 12631 – prestazioni termiche.
- EN ISO 10140 ed EN ISO 717-1 – prestazioni acustiche.
- EN 12600, EN 13049, EN 14019 – sicurezza in uso e urti accidentali.
- EN 1627-1630 ed EN 356 – sicurezza antieffrazione.
- EN 13501-1 e EN 13501-2; EN 1364-3/4; EN 1634-1/3 – fuoco.
- Lgs. 192/2005; DM 26 giugno 2015 ‘Requisiti minimi’ e allegati applicabili; riferimenti italiani su efficienza energetica.
- DM 30 marzo 2022 – norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili.
- Per opere in aree cicloniche: ASTM E1886, ASTM E1996, Miami-Dade TAS 201/202/203 e protocolli AAMA pertinenti.
Nota finale
Il presente documento è concepito come quadro tecnico-professionale di sintesi approfondita. Per emissione di capitolati, asseverazioni, SCIA antincendio, collaudi o contenziosi è necessario lavorare sull’edizione ufficiale vigente delle norme UNI/EN/ISO/ASTM richiamate e sui documenti cogenti applicabili al caso specifico.
autore: Granatello Gabriele